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La Fiat Pandina è stabilmente in cima alle classifiche di vendita in Italia, anche nei primi mesi del 2026. Del resto, le qualità non le mancano: è piccola, per muoversi con facilità nel traffico e nelle strette vie di tanti comuni italiani; ha interni essenziali ma pratici (vedi il tascone davanti al passeggero), con la leva del cambio alta e tanti comandi fisici. E, come vedremo, consuma il giusto.

La citycar torinese ha debuttato nel 2011 ma è invecchiata benissimo: il suo è un design unico e senza tempo, con forme squadrate e al tempo stesso morbide. Lunga 369 cm, larga 171 e alta 155, la Pandina ha un passo di 230 cm: c’è spazio sufficiente per quattro adulti (ma può essere omologata per 5), con un bagagliaio - piccolo - di 218 litri, misurati dal Centro prove. In città è maneggevole e scattante, anche se il baricentro alto invita a non esagerare nelle curve. Lo sterzo non è il massimo per reattività e precisione, ma regala una buona sensazione di controllo, e con il tasto City rende più facili manovre e parcheggi. Con l’ultimo aggiornamento ha tutti gli Adas obbligatori per legge, ma niente di più.

L'unica motorizzazione disponibile per la Pandina è il mille tre cilindri da 65 CV e 92 Nm, abbinato a un efficace sistema mild hybrid a 12V, che aiuta nei consumi e nello spunto da fermo. Più fiacca invece la ripresa, che impone di mettere mano al cambio manuale a sei marce. Che risulta sempre ben manovrabile, grazie anche alla frizione leggera.