HomeRavennaCronacaNel nome di Teodorico. Quando il mausoleo veniva usato come faroOggi e domani le celebrazioni per i 1500 anni dalla morte del re dei Goti. Tutto ruoterà attorno al monumento chiamato dai ravennati ’La rotonda’.Oggi e domani le celebrazioni per i 1500 anni dalla morte del re dei Goti. Tutto ruoterà attorno al monumento chiamato dai ravennati ’La rotonda’.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciConosciuta dai ravennati come "La Rotonda", secondo l’Anonimo Valesiano il Mausoleo fu eretto dallo stesso Teodorico intorno al 520 quando "vivo ancora fece da se stesso un monumento di pietre riquadrate, opera di mirabile grandezza" e come copertura "si procurò un ingente sasso". L’aspetto più straordinario di tutto l’edificio, infatti, è questa ’copertura’ composta da un unico blocco di sasso d’Istria di un metro di spessore e del peso di ben 300 tonnellate che ancora oggi fa discutere sul come sia stato collocato.

Il sasso presenta oggi una vistosa crepa che dal centro si allarga fino alla circonferenza e che secondo Corrado Ricci sarebbe da imputare a un urto mentre lo si stava mettendo a posto. Un motivo troppo banale per un monumento del genere e così nacquero ben presto le leggende. Una di queste riguarda una profezia secondo la quale Teodorico sarebbe stato ucciso da un fulmine. La profezia inquietò non poco il re goto che pensò di ricoprire il mausoleo con quel solidissimo monolite che lo avrebbe protetto dalle minacce dei temporali. Un fulmine, però, riuscì a farsi strada e una volta entrato nel mausoleo incenerì il re.