La città, a 1500 anni dalla morte, rende omaggio a Teodorico, detto il Grande, tra le figure più emblematiche della storia tardoantica. ‘Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico’, questo è il titolo attorno al quale si dipana un programma ricco di eventi che vuole valorizzare l’eredità politica, culturale e architettonica del sovrano goto. Questo anniversario si intreccia inoltre con altri due traguardi storici per la città: i 30 anni dall’iscrizione del sito dei Monumenti Paleocristiani di Ravenna nella lista Unesco e i trent’anni della rassegna Mosaico di Notte.

Teodorico (454-526 d.C.), re degli Ostrogoti, è stato uno dei sovrani più carismatici e visionari del passaggio dall’Antichità al Medioevo. Vissuto da giovane a Costantinopoli, assorbì la cultura e le istituzioni bizantine prima di guidare il suo popolo in Italia dove, nel 493, conquistò Ravenna facendone la capitale del suo regno e dove per un trentennio governò garantendo una rara stagione di pace, prosperità e tolleranza.

Il programma propone per il 30 agosto, giorno in cui, nel 526 morì a Ravenna, numerosi eventi, ma offre prima e dopo tanti altri appuntamenti, tra spettacoli, musica, performing arts, convegni, ricerca, mostre e molto altro. Il progetto Visioni di Eterno dell’artista Andrea Bernabini (29 agosto e 1-6 settembre) trasforma la pietra d’Istria del Mausoleo di Teodorico in una superficie viva di luci e suoni; nell’ambito di Notti Trasfigurate, il 30 agosto al Mausoleo si terrà la prima esecuzione in tempi moderni del Teodorico, dramma per musica composto nel 1720 da Giovanni Porta; lo spettacolo La Corazza di Teodorico (22 settembre, Teatro Alighieri) con Carlo Lucarelli e il baritono Raffaello Bellavista ripercorrerà in chiave investigativa il celebre furto del reperto aureo avvenuto nel 1924; la performance di danza contemporanea Giuiuzza di Veronica Parlagreco al Palazzo di Teodorico, inserita nel Festival Variazioni per Ammutinamenti, metterà in dialogo la memoria corporea con l’architettura storica.