Di: SEIDISERA - Bettina Müller / FCi “Se ne avete la possibilità partite da Kherson, vi prego! Il nemico ha colpito le nostre infrastrutture di base e Kherson può trovarsi presto senza elettricità, né riscaldamento. E questo non per qualche ora o qualche giorno, ma per un periodo molto lungo”. Con queste parole venerdì mattina il governatore regionale ha lanciato un appello alla popolazione della città ucraina.Kherson è l’unica grande città che i russi, all’inizio della guerra, erano riusciti ad occupare e che in seguito è stata liberata, pur rimanendo sotto costante attacco. SEIDISERA ha parlato con Olga, un’insegnante di inglese che in questi quattro anni e mezzo di guerra ha spesso condiviso informazioni con la RSI sulla situazione nella città.Olga ha deciso per il momento di non seguire l’ordine di evacuazione. Racconta di uscire di casa molto raramente, perché vari tipi di droni volano costantemente su tutta la città. Le reti da pesca anti-droni ci sono, ma non bastano.Molti negozi iniziano a chiudereNonostante i pericoli, i servizi comunali sono sempre attivi, come per esempio il ritiro della spazzatura. Molti negozi, invece stanno chiudendo: “Spero che le nostre botteghe di quartiere rimangano aperte. Anche se la strada dove si trovano è stata più volte bombardata questa settimana. Altrimenti non so più dove andare a fare la spesa”, racconta. Lasciare Kherson per Olga è molto difficile, per vari motivi. “Non voglio essere di peso alla mia famiglia. Sono stata per alcune settimane dai miei figli, dai miei nipoti, da amici. Ma vivere sempre fuori dalla mia casa, essere sempre un’ospite è davvero duro”, ammette.Olga riesce a lavorare da casa facendo i suoi corsi online. Si è organizzata con dei powerbank e ha un camino a legna, che sarà fondamentale in inverno.Non c’è alcuna distinzione tra civili e militariOlga, abitante di KhersonC’è poi una questione di sicurezza: “Prendere il treno è rischioso perché le stazioni ferroviarie vengono bombardate. I droni colpiscono le auto e perfino le biciclette. E non c’è alcuna distinzione tra civili e militari. È terrorismo, semplicemente terrorismo e nient’altro”.Se chiuderanno i negozi Olga si vedrà costretta ad andare via. Se trovasse un appartamento in un luogo più sicuro sarebbe disposta a spostarsi, ma sono difficili da reperire. “Ho ancora speranza, ma in realtà non vedo alcuna prospettiva per me in questo momento”.