"Ci rivedremo". Sigfrido Dantès, il conte di Monte Ranucci, riceve alle cinque del pomeriggio la mail che lo solleva dalla conduzione di Report e gli offre il famoso ventaglio, che (come abbiamo già spiegato su queste colonne) non è una commedia di Goldoni ma sono tre ruoli alternativi tra cui scegliere. Vicedirettore ad personam al Tg3 con delega agli speciali e ai podcast, vicedirettore ad personam agli approfondimenti e alle inchieste di Rainews, oppure corrispondente al Cairo, Ranucci d'Egitto (dove tra un anno, per sapienza del destino, il sole si oscura per sei minuti, il record del secolo). Al suo posto, a condurre, arrivano Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. A mandargli la mail è stato Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti. E Ranucci ha risposto così. "L'ho già ricevuta dall'Ansa. Ci rivedremo". A Filippi, o in tribunale, presumibilmente. Perché il ventaglio è una precauzione legale della Rai. Le tre offerte servono a dimostrare che l'azienda non lo ha demansionato. È un documento scritto dagli avvocati, non dai direttori. Ranucci lo sa, e ha risposto con parole che di giuridico non hanno niente e di minaccioso hanno tutto. Un po' come quel "se mi tolgono la conduzione, allora ci divertiamo, nel mio telefono ho le chat di tutti", che raccontato sul Foglio da Carmelo Caruso ad agosto aveva fatto capire a viale Mazzini dove stava la sua vera polizza. Nel telefono. Ma anche i giornalisti di Report si rivoltano contro la Rai e contro i nuovi conduttori. Il Conte di Montecristo aveva una lista, e la seguiva con ordine. Qui invece la vendetta è scoppiata tutta insieme e in tutte le direzioni.L'editoriale dell'elefantinoDice Ignazio La Russa: "Sono felice che abbiano sospeso Ranucci". Il presidente del Senato che si occupa di un conduttore Rai. E qui la faccenda assume la sua forma definitiva, che è quella della rissa perfetta, la rissa in cui non si dà più un solo schieramento in cui due contendenti si trovino, anche per distrazione, dalla stessa parte. I giornalisti di Report sono contro la Rai che li vorrebbe normalizzare, contro i due conduttori Presutti e Piervincenzi che la Rai gli manda, e in ampia parte anche contro Ranucci, il cui nome nei loro documenti ha smesso da giorni di comparire come una richiesta e compare soltanto come una circostanza. Ranucci a sua volta è contro la Rai, contro i due conduttori ("chi tradisce e chi specula... scelte mediocri"), e più di tutto contro i giornalisti di Report, che su Facebook ha promosso al rango di "cavalli di Troia all'interno della redazione da parte dell'azienda per sfiduciarmi". Cavalli di Troia.Gli inviati con cui ha spartito vent'anni di inchieste, di querele, di scorte e di prime serate, congedati in una riga sola come cavalleria nemica introdotta di frodo. La nota con cui gli inviati rifiutano i due nuovi conduttori ha il pregio della coerenza, se non altro con la propria contraddizione. Quarantott'ore prima avevano scritto a Corsini che un conduttore preso da fuori sarebbe stato un commissariamento, e la Rai ne ha presi uno di fuori e uno di dentro, immaginando che l'aritmetica bastasse. Non è bastata. Piervincenzi viene bocciato perché è un estraneo a Report, Presutti, che era la più giovane della squadra di Ranucci, perché è senza esperienza, il che significa che la condizione posta non riguardava la provenienza ma forse l'identità, e che l'unica candidatura ammissibile era quella che non è stata avanzata. La proposta, scrivono, è irricevibile. E se non la ritirano se ne vanno tutti insieme.La Rai risponde nell'unico idioma che conosce, quello del timbro. Presutti e Piervincenzi sono vincitori del concorso Rai tutti e due, e Presutti è addirittura arrivata prima in graduatoria. Resta la minaccia dell'esodo, che è sempre la più solenne e la meno praticata, perché per andarsene occorre un altrove. L'altrove, per gli inviati di Report, sarebbe La7, e da ambienti televisivi si racconta che Giorgio Mottola, il più noto dei giornalisti di Report, sarebbe stato sondato in via del tutto informale. Mottola smentisce, e va creduto. Ma è indicativo che La7 sia diventata in questa storia la sala d'attesa universale, il luogo dove tutti hanno un conoscente e nessuno ha un contratto, e dove del resto Ranucci aveva già telefonato l'anno scorso per informarsi, ricevendo poi da Urbano Cairo in persona, sul Foglio, a luglio, un "per carità" pronunciato con la mano davanti alla bocca.Il colloquioMercoledì prossimo, il 2 settembre, si conteranno. Il direttore Corsini – che ieri scriveva a Ranucci dalle ferie in Scozia – ha convocato la squadra al completo, una cinquantina di persone tra giornalisti, autori e tecnici, nella sala blu del centro di produzione di via Teulada, che è la più grande che ci sia. Ranucci nel frattempo studia il modo di contestare le tre offerte. Il ventaglio, come si sarà capito, serve a fare aria. E dopo due mesi dalla scoperta che la bomba l'aveva messa Valter, questa commedia è tutt'altro che finita. Ci si sta immersi, come in un pozzo, dalla vitola in giù. Ecco la prova. Ecco Ranucci: "Non condurrò Report, ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri". E la prima volta che una vertenza sindacale viene affidata ai posteri.