Era gremita la chiesa parrocchiale, ieri mattina a Mandriolo di Correggio, per l’ultimo saluto a Priscilla Di Palma, studentessa, laureata in psicologia, vinta da una lunga malattia a soli 26 anni di età. Erano tanti gli amici e conoscenti che si sono voluti stringere alla famiglia in lutto: i genitori Raffaele e Ornella, la sorella Jessica, i nonni, cugini, altri parenti. Tutti avvolti in un clima di forte commozione e in un silenzio irreale, ancora increduli per questa fine così prematura e ’ingiusta’. E proprio l’apparente crudeltà di un simile destino è stato al centro dell’omelia di don Francesco Ametta, vicario all’unità pastorale di San Martino in Rio, che ieri mattina ha officiato il rito funebre. Don Francesco ha ricordato i passaggi delle Sacre letture della messa, con la Croce che diventa simbolo di speranza per i cristiani, aiutandoci ad affrontare il dolore rappresentato dal non-senso della morte, soprattutto quando arriva a colpire persone così giovani. Il sacerdote ha ricordato la figura di Priscilla come una ragazza generosa e sempre disponibile con tutti, "decisa ad arrivare fino in fondo ai progetti fissati, mantenendo le sue promesse verso il Signore". In chiesa anche una rappresentanza della biblioteca comunale di Correggio, dove Priscilla aveva operato nell’ambito del servizio civile volontario, per un anno, fino allo scorso maggio. Presenti in chiesa anche i colleghi della biblioteca, che avevano imparato a stimarla e a volerle bene.