I funerali di Davide Astori: il feretro esce dalla basilica di Santa Croce con i fumogeni violaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Emanuele Baldil mattino quando arrivavi nella stanza della fisioterapia eri tu che accendevi la luce: tu sei questo per tutti noi, luce. Grazie".
Trema il microfono tra le mani di Milan Badelj. È in piedi nell’ambone di Santa Croce. Ha la voce incrinata. Va avanti, parla a Davide come fosse ancora lì: "Tu sei semplice, diretto, pragmatico, con il tuo sguardo profondo riesci a entrare dentro le persone e a rimanerci. Tu non sei come tutti gli altri. Tua mamma, tuo papà devono sapere che non hanno sbagliato una virgola con te. Sei il fratello e il figlio che ognuno vorrebbe avere. Sei il compagno di squadra che ogni ragazzo vorrebbe avere quando inizia questo bellissimo gioco".
Santa Croce è dove sono custodite le urne dei forti, il simbolo della potenza immortale. Anche Davide lascia qualcosa di immortale, il sorriso. Così diverso, così antico e garbato in anni già balordi e nevrotici; anni di selfie, di bronci e presunzioni. Quell’educazione figlia di una terra umile e dignitosa, quel rispetto, quel codice etico sono un testamento che fuori dalla basilica, dove ci sono diecimila tifosi di tutte le età, riesce in un primo miracolo.









