Macchiareddu.29 agosto 2026 alle 00:28Porru, ex presidente del Consorzio, querela Anedda, amministratore della società in house

Una cifra che oscilla tra gli 1,9 milioni e i 2,8 milioni di euro e fa riferimento, in base a due versioni diverse, a costi extra oppure a mancati guadagni nella vendita di energia provocati dal malfunzionamento degli impianti. Sarebbe questo dato, e la sua natura, uno dei punti di innesco dell’accesa diatriba tra il Tecnocasic e il Cacip sfociata lo scorso luglio nelle dimissioni di Barbara Porru dalla guida del Consorzio costituito da Città metropolitana di Cagliari e Comuni di Assemini, Capoterra, Elmas, Sarroch, Sestu e Uta.

Le verifiche

Quella cifra secondo Porru si riferirebbe agli “extra costi” sulla base di quanto indicato dalla società Ernst&Young nell’analisi eseguita per volere del Consorzio dopo l’allarme del proprio collegio dei revisori dei conti sulla presenza di «oneri», che la società di verifica ha definito «di carattere strutturale e ricorrente», al Tecnocasic; il cui amministratore unico Sandro Anedda, però, identifica quel valore nei minori incassi ottenuti a causa dell’inferiore vendita di energia rispetto al passato (una differenza quantificata in 1,9 milioni di euro). Tanto che, aggiunge, proprio Ernst&Young «in una nota successiva ha spiegato che gli extra costi non sono imputabili al Tecnocasic».