CEGLIE MESSAPICA (BRINDISI) Mentre tutti, o quasi, nel centrosinistra ora frenano sulle primarie, Progetto civico le rilancia. «Chiudiamo questo balletto: programma a settembre e ad ottobre si lanciano le primarie. A novembre le facciamo. Togliamo l’alibi alla destra di questo giochino», incalza Alessandro Onorato, leader di Progetto civico Italia. Ed eventualmente «ci sarà un nostro nome in campo, senza alcuna ansia da prestazione» dice senza alcun tentennamento Onorato alla festa di Affari Italiani. Poi, mentre il termometro segna oltre 40 gradi in questo angolo di Ceglie dove si tiene la tre giorni “La Piazza”, assesta un consiglio al Pd rispetto alla cultura woke.
Eccolo: «Giuseppe Conte ha detto una cosa estremamente giusta e legittima: è giusto mettere da parte una sorta di sentimento radical chic e concentrarci su ciò che è concreto, la vita delle persone». Poco dopo Angelo Bonelli, co-leader di Avs alla stessa kermesse frena sul dibattito che, di fatto, ha imposto il governo con la nuova legge elettorale e su cui l’opposizione prepara un muro di emendamenti da presentare in Aula alla ripresa: «Chi parla di primarie, lo inviterei a riflettere attentamente che è necessario invece costruire un programma per una visione del Paese. Cosa vogliamo fare quindi della sanità, le liste d'attesa, cosa vogliamo fare del Sud e sulla crisi climatica su cui Giorgia Meloni non proferisce parola». Fermo restando, però, come ammette anche Bonelli «non c’è tempo da perdere». Il caso Proprio ieri mentre la leader dem Elly Schlein definisce il dibattito sulle primarie «inutile e dannoso», Onorato le rilancia. O comunque ostenta di non averne alcun timore. Serve ad incalzare il «suo» centrosinistra che non sembra aver premuto ancora sull’acceleratore in vista delle politiche. «Naturalmente gli italiani si aspettano di capire cosa vogliamo fare per rilanciare l’Italia, e in che tempi, con quali coperture economiche. E noi di Progetto Civico vogliamo anche dimostrare dove queste proposte le abbiamo già realizzate, in quali comuni, in quali regioni», spiega Onorato dal palco.«Il centrosinistra ha bisogno di un allargamento. Progetto Civico mette in campo una classe dirigente che esiste, che è fatta di amministratori, gente capace, che si misura ogni giorno da Napoli a Bolzano, con problematiche che non hanno più caratteristiche solo territoriali. Ormai i sindaci e le regioni - ragiona - si sostituiscono al governo nazionale. Sono scelti dai cittadini, a differenza di chi siede in Parlamento, che è scelto con le liste bloccate, dove serve più essere amici dei leader piuttosto che avere consenso popolare». Fermo restando che «non sappiamo ancora le regole della partita ed è inaccettabile che in Italia si discuta senza sapere che tipo di legge elettorale abbiamo o avremo», «è chiaro che qualora si imporrà l’individuazione di un candidato della coalizione, dovremo fare le primarie e a quel punto Progetto Civico Italia avrà un suo candidato, uomo o donna che sia», aggiunge. Chi potrebbe scendere in campo?«Tra di noi non c’è l’ansia a chi debba essere il frontman o la frontwoman. Quello che conta è dare una mano al Paese e al nostro campo politico». Può essere Gaetano Manfredi? «E’ un grande sindaco e potrebbe fare qualunque cosa. Ed è sicuramente una risorsa per il centrosinistra». Angelo Bonelli, invece, si iscrive al gruppo di chi non vuole le primarie temendo che possano trasformarsi prima in una resa dei conti interna e poi in una spaccatura dell’elettorato di centrosinistra nelle urne. «Chi parla di primarie, lo inviterei a riflettere attentamente che è necessario invece costruire un programma per una visione del Paese. Noi di Avs abbiamo detto in maniera molto chiara che - incalza anche lui sulle lancette dell’orologio - non abbiamo più tempo da perdere. Non siamo nemmeno più disposti ad aspettare, non ci vogliamo assumere la responsabilità di fronte al Paese di una vittoria della destra per gli egocentrismi di qualcuno». Ma il tempo scorre, quando si siede il centrosinistra a discutere davvero del programma? «Da questo punto di vista il mese di settembre per noi è la linea che non si può superare. Serve cominciare a costruire il programma per dare il segnale, non simbolico ma sostanziale, che in Italia l’alleanza di centrosinistra, poi la chiameremo come vorremmo, c'è ed è in grado di governare il Paese».






