Bratislava è lontana dall’Europa. L’emendamento costituzionale voluto un anno fa dal governo di Robert Fico limita ulteriormente i diritti delle coppie dello stesso sesso e antepone il diritto nazionale a quello dell’Ue. «Nel nostro Paese il matrimonio lega una donna e un uomo», ha detto il ministro dell’Interno Matus Sutaj Estok (nella foto) rispondendo alle proteste per il rifiuto di registrare l’unione celebrata in Austria nel 2020 tra Ivan Novotny, avvocato, e Metod Spacek, diplomatico.
A quest’ultimo fu annullata nel 2024, per non meglio precisate «ragioni politiche», la nomina a rappresentante permanente alle Nazioni Unite. Molto probabilmente i motivi erano altri. Il no alla richiesta della coppia è arrivato proprio in una lettera di Sutaj Estok , «sulla base di deboli argomentazioni legali — ha dichiarato Novotny — e illustrate da una persona incompetente». Il ministro dell’Interno slovacco , 39 anni, è l’esponente di punta del partito Hlas (che si definisce «socialdemocratico»), nato dopo una provvisoria rottura tra l’attuale presidente della Repubblica, Peter Pellegrini, e i social-populisti di Fico (Smer), entrambi poi sospesi dai socialisti europei dopo l’accordo di governo del 2023 con l’estrema destra.







