Incontrare Martino Nurra, un bambino di 11 anni, è come scoprire un mondo nuovo, fatto di amore, rispetto e cultura. Quando è salito sul palco dell'hotel Santa Venere insieme alla madre Cinzia e al fratellino per ritirare il Marateale Award in Winter, non c'è stato solo un grande applauso, ma anche una commozione fatta di gratitudine e di speranza per un futuro migliore. Insieme a lui, il direttore artistico Nicola Timpone e la direttrice dell'APT, che hanno commentato questa scelta con l'orgoglio di chi crede nei valori della vita.Ma come è nato questo incontro davvero speciale? Il premio era promosso dalla “Cittadella del Sapere” e Martino doveva preparare un compito di geografia che consisteva nel pianificare un itinerario di viaggio in Basilicata. Come poteva riuscirci, lui che viveva a Ventimiglia? Eppure, ha raccontato una storia bellissima, fatta di passaggi e momenti importanti, con l'animo puro che solo un bimbo della sua età poteva scrivere.Intelligente, volitivo, prima di iniziare a scrivere, non si è accontentato di cercare online notizie vere, ma sterili. Ha preso carta e penna e ha scritto una lettera direttamente all'Agenzia di Promozione Territoriale (APT) della Basilicata per chiedere materiale informativo. Un gesto che ha colpito il direttore Timpone e i vertici del Turismo, che hanno deciso di invitarlo insieme alla famiglia.Tredici ore di viaggio da Ventimiglia a Maratea. Tredici ore di amore con il cuore gonfio di gioia. Lo incontro, per la sua prima intervista: “Grazie”, mi dice, “però da grande farò l'Architetto, non lo scrittore”.Essendo minorenne abbiamo avuto l'assenso dai genitori. E davanti ad una bella fetta di torta con la panna, cominciamo a parlare:Martino, quando è cominciata questa bella storia?“A scuola, in prima media. Hanno scelto delle regioni e a me è capitata la Basilicata. Ne sapevo poco”.E cosa hai pensato?“Devo fare bene, volevo fare una bella figura con gli insegnanti. Questo compito mi ha affascinato subito, era interessante. Ora ho avuto un premio e torno a casa felice anche per la mia professoressa Patrizia Musco”.Sei arrivato con mamma, papà e il fratellino Emanuele che dice di voler fare l'Archeologo: tu invece?“Io vorrei diventare un Architetto. Mi piace disegnare e creare tante cose”.Per esempio?“I miei genitori sono sardi e da grande vorrei costruirgli una bella casa in Sardegna”.Da dove comincerai?“Quando avrò l'età giusta vorrei iniziare con l'Accademia delle Belle Arti e poi iscrivermi ad Architettura. Questo è il mio sogno e sarei felice di realizzarlo”.I tuoi genitori ti hanno sempre sostenuto, come fanno anche con tuo fratello. Sei orgoglioso di loro?“Molto, sono dei bravi genitori. Ci capiscono e ci aiutano ogni volta che chiediamo i loro consigli. Credo di essere stato molto fortunato”.