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Sono 800 gli escursionisti assistiti e accompagnati a valle dopo il fermo degli impianti di risalita in Val di Fassa, causato dal maltempo. Oltre i 2.500 metri di quota, le forti raffiche di vento hanno superato i 110 chilometri orari.Gli interventi, iniziati nel primo pomeriggio, hanno interessato soprattutto le zone di Ciampac e Sass Pordoi, dove si sono concentrate le situazioni più complesse, oltre a Buffaure e Col Rodella. In azione i vigili del fuoco volontari dei distretti di Fassa e Fiemme, il Soccorso alpino e speleologico e il personale degli impianti.«Un grazie a tutti gli operatori che hanno lavorato senza sosta per riportare a valle le persone in difficoltà. Ancora una volta la nostra Protezione civile ha dimostrato tempestività, professionalità e grande capacità di intervento, anche nelle condizioni più impegnative», ha dichiarato il presidente della Provincia autonoma di Trento.
Le operazioni a Ciampac e Sass Pordoi
A Ciampac circa 400 escursionisti sono rimasti bloccati dopo lo stop degli impianti e sono stati accompagnati a valle con i furgoni dei vigili del fuoco volontari e della società che gestisce gli impianti.Al Sass Pordoi le persone coinvolte erano invece circa 600. Vigili del fuoco e Soccorso alpino hanno accompagnato 200 escursionisti attraverso la Forcella Pordoi, scortandoli verso valle. Le persone più fragili, anziani e bambini, sono riuscite a scendere utilizzando l’impianto di risalita, riaperto in serata.A queste si aggiungono circa cento persone assistite nella zona del Buffaure e altrettante al Col Rodella, per un totale di circa 1.200 escursionisti coinvolti nelle operazioni di recupero e accompagnamento.Allerta gialla e strade chiuse










