(ANSA) - TRIESTE, 28 AGO - Diminuiscono tra il 1990 e il 2023 i casi di morte fetale (natimortalità) e mortalità infantile precoce nei paesi a basso-medio reddito "ma i progressi rimangono disomogenei e persistono significative disparità socioeconomiche". E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Plos Medicine e che fa riferimento ai dati di 17 Paesi: Ghana, Kenya, Malawi, Mali, Nigeria, Rwanda, Senegal, Tanzania, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Egitto, Giordania, Bangladesh, Indonesia, Colombia e Perù. Lo studio, spiega l'Università di Trieste, è stato condotto da Mohammed Ali (World Health Organization, Geneva) e Saverio Bellizzi (United Nations University Institute for Water, Environment and Health, Ontario, Canada), in collaborazione con Luca Cegolon, docente di Igiene e Medicina preventiva all'ateneo giuliano. Secondo la ricerca, la minore mortalità fetale e perinatale risulta associata alla residenza in aree urbane, a un livello di istruzione materna più elevato, al maggiore livello socio-economico delle famiglie e a un migliore welfare nel Paese. Un'età materna pari o superiore a 30 anni aumenta invece il rischio. La mortalità fetale e quella neonatale precoce rappresentano ancora una sfida sanitaria globale prioritaria, con la stragrande maggioranza dei casi che si verifica in Paesi a basso e medio reddito che si affidano a indagini familiari (Dhs) per le rispettive stime, dato che le anagrafi civili risultano spesso incomplete. Tuttavia, le Dhs tendono a sottostimare il problema e a misclassificare i casi di natimortalità e morte neonatale precoce, il che ne limita l'utilità ai fini della pianificazione di interventi materno-infantili. "Sebbene la maggior parte dei Paesi abbia registrato una riduzione della mortalità perinatale, i progressi rimangono disomogenei e persistono significative disparità socioeconomiche. Rafforzare i servizi di salute materna e neonatale e potenziare i sistemi di raccolta dati in Paesi a medio e basso reddito rimane fondamentale per accelerare i progressi verso l'obiettivo sostenibile di riduzione della mortalità perinatale", affermano Cegolon e Bellizzi. Lo studio ha indagato 93 Dhs condotte tra il 1990 e il 2023 nei 17 Paesi, per un totale di 1.019.253 gravidanze dichiarate da 733.181 donne diverse. (ANSA).
Diminuisce la mortalità infantile nei Paesi a basso reddito, ma ancora disparità
Diminuisce la mortalità infantile nei Paesi a basso reddito, ma ancora disparità








