Il debutto allo Juventus Stadium arriva con il mercato ancora aperto e qualche interrogativo di formazione. La Juventus riparte dal Parma e il tecnico mette subito in chiaro quale dovrà essere lo standard della squadra: «Non si tratta di avere qualità, si tratta di avere il livello da Juventus». E ancora: «Non conta se uno ha qualità, conta dire se è da Juve: si è visto che qui dentro son arrivati giocatori di qualità ma che non hanno evidenziato di essere da Juventus». Il concetto viene declinato poi in relazioni ai nuovi potenziali acquisti ma anche a chi già c’è. Contro il Parma, Juventus offensiva ma equilibrata «Noi dobbiamo giocare da Juventus tutte le partite, dobbiamo stare nella metà campo avversaria e questa è una conquista. Andare a giocare in profondità e attaccare la linea difensiva è importante». Il tecnico chiede una Juventus offensiva, ma senza perdere l’equilibrio: «Quello non lo trovi in un sistema prima della gara, ma dentro lo scorrimento della partita». Di fronte ci sarà un Parma che il tecnico considera capace di creare problemi: «È una squadra che sa sempre trovare le soluzioni». Yildiz, «noi vogliamo lui» L’assenza di Yildiz non cambia l’idea di calcio: «No, si rimane fedeli a quanto provato finora. Le alternative sono già in rosa: «La società ha già preso calciatori che lo possono sostituire: Alajbegovic ha già giocato in quella posizione lì. I dirigenti lo conoscevano meglio di me. Siamo andati a prendere 2-3 che alzassero il livello generale, oltre a giovani di futuro. Poi c’è Nico Gonzalez che dove lo metti può aiutare, anche David è una opzione». Ma il desiderio è chiaro: «Noi vogliamo Kenan, non vogliamo le alternative…». L’infortunio di Yildiz (ora l’intervento al piede e i due, tre mesi di stop) dispiace anche a livello umano ovviamente: «Quello che gli è successo ci rattrista per la qualità del calciatore e anche per la perfezione dell’uomo, il campioncino». Il tecnico invita comunque a non drammatizzare: «Speriamo non inficino la sua crescita e moralità: non è un infortunio tipo un crociato. Come tipologia di intervento è facile, ma richiede tempistica di essere fermato». McKennie fermo. Thuram preoccupa «Non è disponibile neanche McKennie per un affaticamento. Idem, valuteremo in mattinata Thuram». Proprio sulla situazione del francese il tecnico non nasconde la propria preoccupazione: «Lui ha addosso il livello Juventus, per cui che ora si torni indietro su questa situazione mi preoccupa. È passata tutta l’estate ed è così». Kolo Muani, coccole e nuove punzecchiature Uno dei passaggi più attesi riguarda Kolo Muani. Il tecnico torna sulle dichiarazioni che avevano fatto discutere: «Io mi ero fatto anche il foglio di tutte le dichiarazioni e belle cose che avevo detto di Kolo Muani. Ma a voi è piaciuta solo quella… Maremma». Poi la precisazione: «Noi abbiamo totale fiducia: noi lo abbiamo preso, abbiamo fatto un investimento importantissimo. Vogliamo metterlo nelle condizioni di restituirci tutta la fiducia che gli abbiamo dato. Ho anche detto che lui è velocissimo, è uno morbido con i piedi a palleggiare con la squadra perché viene in mezzo al campo a fare il trequartista, è bravo a saltare l’uomo». Sul più bello, però, arriva un’altra stoccata: «C’è bisogno di essere serio nel carattere e determinato ad essere un bomber di quelli veri. Di non accontentarti, non lasciarti alleggerire sulla tua ricerca sul fatto che hai giocato nel Psg, nel Tottenham, poi t’ha preso la Juventus». Mercato, Kessié possibile ma servono le condizioni E il mercato? «Il fatto che il mercato vada a coincidere con le prime partite del campionato è una cosa che è stato scelto di fare così per cui bisogna accettarla, probabilmente bisogna trasformarla non in una difficoltà ma in una opportunità. I nostri direttori lavoreranno fino all’ultimo momento». Tra le piste, come noto, c’è quella che porta a Kessié: «Penso che stiano parlando, poi ci sarà un po’ da vedere se ci si riesce. I paletti del fair play sono molto stringenti per noi, dobbiamo attenerci alle possibilità che abbiamo. Essendo un parametro zero è più possibile di altri, ma c’è sempre da pagarlo. Senza uscite diventa impossibile per noi». Nico Gonzalez non si regala «Siamo contenti se rimane con noi». La posizione su Nico Gonzalez è chiara, così come quella sul valore del giocatore: «Non siamo disposti a regalarlo, riteniamo che abbia un valore ben preciso e importante». Il tecnico ne sottolinea anche la duttilità: «È molto gioioso, relazionale. Per cui sa giocare in più ruoli. Quando le partite si riavvicinano, ne succedono di tutti i tipi e per noi è fondamentale alzare il livello». Insomma, l’argentino potrebbe restare e persino giocare contro il Parma. «Non posso mica fare i complimenti agli altri» Quando gli viene chiesto dei colpi delle altre squadre, il tecnico sorride: «Ma no, su. Non posso mica mettermi a fare i complimenti ad altri». Meglio guardare dentro casa: «Noi abbiamo due o tre innesti che ci possono togliere la curiosità di andare a vedere gli acquisti degli altri. Il tecnico inserisce tra le operazioni più importanti anche quella relativa a Kamil Grabara: «Come l’anno scorso: Perin era un titolare bis. Abbiamo preso un secondo portiere di un livello da Juventus come il primo. Mi sorprende la sua capacità di essere così naturale morbido. È un “calciatore” in porta: se lui ha la palla switcha e diventa un calciatore. Riuscire a portare a casa due di questo livello è sintomo di un grande lavoro della società». Europa League, «le partite vanno giocate» Infine una riflessione sul sorteggio della fase campionato dell’Europa League. Il tecnico condivide le parole di Chiellini: «Abbiamo una responsabilità anche per il calcio italiano. A leggerlo i nomi delle squadre c’è la possibilità di essere fiduciosi, però poi le partite vanno giocate». E vanno giocate… da Juve.