È tempo di partenze e nuovi arrivi. Ci sono 44 nuovi dirigenti per le scuole piemontesi. Hanno da poco superato il concorso e ieri si sono trovati tutti al liceo classico D’Azeglio per mettere la loro prima firma di questo nuovo incarico, accolti dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Suraniti. Intanto, altri 26 presidi hanno salutato le scuole e sono pronti per andare in pensione. Sono gli ultimi aggiustamenti prima dell’avvio ufficiale dell’anno scolastico. Ricambio fra i dirigenti scolastici Quest’anno c’è stato un ricambio importante tra i dirigenti. Perché ci sono stati due concorsi: quello ordinario e quello riservato, cioè una procedura straordinaria pensata per coprire i posti vacanti nelle scuole con personale qualificato e già in possesso dei requisiti richiesti. In tutto, quindi, i nuovi presidi piemontesi sono 44. Il momento della firma è solenne. Tant’è che qualcuno è arrivato con i figli, chi con i fiori, chi preferiva solo scattare selfie. La storia dell’ex architetto Bertero Ognuno ha una storia diversa. C’è chi arriva da altre regioni, per esempio. C’è chi è nel mondo della scuola da sempre come insegnante, e adesso deve cambiare veste. E c’è chi invece nella vita precedente faceva un altro mestiere. Come Paolo Bertero, 45 anni, da ieri preside del Perosa Argentina in Val Chisone. Fino a dieci anni fa era un architetto. Poi, quasi per caso, ha fatto del volontariato con un istituto e si è innamorato della scuola. Cinque anni di precariato da docente, poi l’assunzione, e poi il concorso per diventare preside. «Come architetto mi occupavo anche della parte amministrativa e contabile del mio studio – racconta – Questo mio background è un arricchimento». Gli istituti comprensivi Nel Torinese la maggior parte dei nuovi dirigenti andranno a lavorare negli istituti comprensivi, cioè con i bimbi fino alle medie: in città sono le scuole Nigra, Parri-Vian e Bruno Caccia, in provincia il King e il Di Nanni di Grugliasco, il Matteotti di Rivoli, il Santa Maria di Moncalieri, il Des Ambrois di Oulx e poi ancora il Caluso, il Valperga, il Bruino, il Bricherasio, il Susa, il Ceres il Cuorgné, il Pont Canavese, il Perosa Argentina, il Trana, il La Loggia. «Prendersi carico delle fragilità» A tutti loro il direttore regionale ha suggerito «presenza, partecipazione e la condivisione delle scelte che prenderete». Di prendersi carico «delle fragilità sia degli studenti sia del personale». «Stiamo investendo su una leadership che sia efficace» ha detto, anticipando la possibilità di aprire uno sportello di supporto di consulenza specifico per i dirigenti. Magari, chissà, con qualche volontario tra chi sta andando in pensione
Ci sono 44 nuovi presidi in Piemonte. Il provveditore: “Prendetevi cura delle fragilità”
L’augurio di Suraniti ai vincitori del concorso. E i saluti ai 26 che vanno in pensione









