“Ha detto quello che un po’ tutti noi pensiamo, ma ha sbagliato a parlarne in pubblico”. In Fratelli d’Italia supplicano l’anonimato, la furia di Giorgia Meloni è pronta ad abbattersi senza pietà sul prossimo parlamentare disobbediente. Già ieri i consiglieri della premier hanno dovuto riprendere Edmondo Cirielli, il viceministro campano, che s’è lasciato sfuggire uno segreto sempre più mal custodito tra le fila di FdI: “Mi auguro di governare con Roberto Vannacci”, è la pietra dello scandalo. Gelidi i vertici del partito: “Cirielli parla a titolo personale”. Ma i peones leggono i sondaggi, vedono il generale crescere e concordano sulla possibilità di un’alleanza: “Però parlarne ora è un torto a Lega e Forza Italia”.
Meloni ha prima scelto l’indifferenza, poi ha virato sullo scontro frontale. In FdI tutti ricordano, secondo uno schema rodato, che “Vannacci vota contro la fiducia al governo, come la sinistra”. Futuro Nazionale, però, veleggia verso l’8%. Percentuali sottratte alla Lega di Matteo Salvini, numeri che piazzano il partito di Vannacci oltre la truppa di Antonio Tajani. I fattori si stanno allineando, legge elettorale inclusa: il centrodestra, per vincere, avrà sempre più bisogno di valutare un’alleanza col generale. La prova plastica potrebbe arrivare il 28 settembre, data delle elezioni suppletive per il collegio di Reggio Calabria. Lì il centrodestra viaggiava sicuro, trainato da FI, almeno fino a qualche giorno fa: con un colpo da calciomercato, Vannacci ha deciso di candidare Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in regione, un ras delle preferenze in città.












