È stato recentemente presentato dalla Commissione economica delle Nazioni Unite per per l’America latina ed i Caraibi (Cepal) il rapporto Rupturas y oportunidades: propuestas para que América Latina y el Caribe prospere en la nueva era geopolítica. Fedele alla sua vocazione di think tank continentale che dota la regione di analisi, visione e agenda delle priorità – anche in ragione dell’assenza di un vero organismo di integrazione regionale– la Cepal ha affidato questo lavoro a una commissione composta da tredici personalità di rilievo, latinoamericane ed internazionali. L’obiettivo è stato offrire una lettura dei problemi e delle opportunità che si aprono per la regione in una fase storica nella quale il sistema internazionale appare, ed è, sempre più imprevedibile e turbolento.
Presieduta da due ex presidenti della Repubblica del Cile e della Colombia, espressione di schieramenti politici diversi, la Commissione ha prodotto un testo di quasi 400 pagine. La sua tesi centrale è chiara: l’America Latina e i Caraibi possono sfruttare le opportunità e ridurre i rischi del nuovo ordine internazionale – o, più propriamente, del suo crescente disordine – facendo leva sulle proprie immense risorse. Per farlo, però, devono affrontare alcune riforme strutturali ormai ineludibili e, soprattutto, imparare ad agire in maniera più coordinata.








