Bocche cucite e telecamere al vaglio: proseguono senza sosta le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Castellaneta per fare piena luce sull’origine dei quattro incendi che ieri hanno quasi messo in ginocchio il comune di Ginosa.
Gli inquirenti non si sbottonano ma tutto lascerebbe pensare alla matrice dolosa del gesto e a un’unica mano che avrebbe agito a distanza di pochi minuti in più punti del territorio.
Quattro incendi in sole 24 ore ma l’emergenza che Ginosa sta affrontando da mesi assume contorni be più ampi e senza dubbio da bollettino di guerra: al 17 agosto, infatti, il piccolo comune ionico figura come il secondo dell’intera Puglia per numero di incendi registrati, preceduto soltanto da Lecce, e conquista il triste primato assoluto nell’intera provincia di Taranto con più di 100 incendi divampati.
Stamane la comunità ginosina si è risvegliata immersa nell’odore acre di bruciato e di fronte alla conta dei danni scaturiti dall’azione bellica dei piromani. Il bilancio consuntivo attesta la distruzione di ben 30 ettari di patrimonio naturale: le fiamme hanno divorato boschi, pinete, aree umide in gravina e terreni agricoli seminativi.
I focolai si sono sviluppati quasi in contemporanea in diverse zone del territorio, colpendo le aree di Costa della Crognola, Cignano e Palombara, dove la furia del fuoco si è rivelata particolarmente drammatica.








