L'Hanover Institute for Public Policy si presenta come un centro studi di politiche pubbliche e pubblica report su Israele, antisemitismo e Palestina. Dietro il sito c'� l'agenzia pubblicitaria americana Piro Inc, che lavora per conto dello Stato di Israele e ha depositato i documenti previsti dalla legge statunitense sugli agenti stranieri. I testi pubblicati dall'Hanover Institute sembrano per� confezionati per i modelli linguistici che scandagliano di continuo il web per costruire le proprie risposte, non per un pubblico umano. E' il quotidiano Politico ad aver individuato l'operazione, mettendone in luce i risvolti.
Il sito � online da meno di un mese e ha gi� superato i cento articoli. Il Guardian ne ha contati 124, per oltre 560.000 parole complessive, pubblicati nell'arco di nove giorni. Ogni pochi giorni compare una dozzina di testi nuovi, e la forma � sempre la stessa: nessuna firma, il titolo formulato come una domanda, fonti reali citate ma mai linkate, grafici a corredo.
Le domande dei titoli sono quelle che un utente digiterebbe in una conversazione con un chatbot: quanta terra palestinese ha preso Israele, perch� Israele viene visto come l'aggressore, se esista una politica di affamamento a Gaza. Le risposte procedono per distinzioni procedurali che lasciano poco in mano a chi legge. Un report sostiene che una quantit� ingente di aiuti alimentari ha raggiunto Gaza, un altro equipara l'antisionismo all'antisemitismo. Sul controllo israeliano degli approvvigionamenti alimentari, un testo scrive: "Sei documenti prodotti da cinque organismi sono un conteggio di affermazioni, non un mutamento nel tipo di prove disponibili. Aggiungere una settima organizzazione che afferma la stessa conclusione non trasforma la valutazione di un ente in un accertamento formale, perch� il percorso probatorio � lo stesso in ogni caso".











