Sulla vicenda polizia e Ministero pubblico si sono espressi oggi attraverso un comunicato tipressDi: ARi Gli accertamenti finora disposti sulla morte di una 52enne domiciliata nel Luganese, il cui corpo era stato rinvenuto lo scorso 18 agosto nelle acque del Ceresio, “non hanno evidenziato un intervento da parte di terzi nella determinazione del decesso”.Lo rendono noto la polizia cantonale e il Ministero pubblico ticinese, con una nota diffusa oggi, venerdì, nella quale si precisa che “alla luce della relazione preliminare dell’autopsia”, ricevuta nel pomeriggio di ieri, e in assenza di “una causa traumatica o patologica alternativa evidente”, per il momento l’ipotesi maggiormente verosimile “è quella di una morte per annegamento”.Lo stesso comunicato sottolinea che il referto medico-legale preliminare “dovrà essere completato con gli esiti di ulteriori esami già ordinati” e in particolare con “un ampio screening tossicologico e con i prelievi istologici”, affinché le conclusioni siano consolidate.L’inchiesta intanto continua anche attraverso “l’esame delle tracce prelevate e con la raccolta di testimonianze”. Al tempo stesso sta facendo il suo corso l’istruttoria relativa “a una denunciata aggressione lo scorso 8 agosto della donna”. Ma l’incarto, al momento, resta aperto contro ignoti.RG 12.30 del 28.08.2026CorrelatiTi potrebbe interessare
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