Giornata intensa per i soccorritori sulle montagne del Friuli Venezia Giulia e del Veneto alla vigilia del Ferragosto. Tra malori e infortuni i membri del Soccorso alpino sono stati impegnati ripetutamente sia nelle province di Trieste e Udine che nel Bellunese. In Friuli Particolarmente intense le ore tra le 12.30 e le 15 per le stazioni di Trieste, Cave del Predil, Moggio Udinese e Sappada. Tra le situazioni più gravi figura lo choc anafilattico patito da una ragazza di 19 anni sulla via di salita del monte Cavallo a Pontebba a causa della puntura di un insetto. L'allarme è scattato alle 12.30: l'elicottero ha portato in quota i soccorritori e, dopo la stabilizzazione della giovane, l'ha trasferita all'ospedale di Tolmezzo. Alla stessa ora a Sella Bilapec (Chiusaforte), a quota 2.000 metri nel gruppo del Canin, sono stati mobilitati soccorso alpino, guardia di finanza e due elicotteri per un escursionista 22enne spagnolo colto da malore. Una volta stabilizzato il ragazzo è stato elitrasportato in ospedale, anche in questo caso a Tolmezzo. Particolarmente complessi anche i soccorsi a un quarantenne sloveno caduto in una zona molto impervia di Costa dei Barbari. Sul posto sono confluiti Soccorso alpino, vigili del fuoco, ambulanza e auto medica. Il turista è ruzzolato per una decina di metri mentre effettuava una discesa, rompendosi un braccio e riportando molti traumi. È stato necessario creare dei punti di ancoraggio per evitare che scivolasse ulteriormente: adagiato nel materassino a depressione e stabilizzato, è stato poi calato con le corde per un paio di metri sulla barella dei vigili, quindi caricato nella barella portantina e trasportato a spalle fino a Porto Piccolo per essere consegnato all'ambulanza. Tra le 13.15 e le 14 circa quattro soccorritori della stazione di Sappada del Soccorso alpino hanno operato al Rifugio Calvi dove hanno caricato a bordo del fuoristrada un escursionista trevigiano di Montebelluna di 66 anni che si è procurato un trauma alla caviglia a Passo Sesis. Lì ha trovato un primo aiuto da un medico che gli ha steccato l'arto con mezzi di fortuna ed è riuscito a scendere fino al rifugio. Condotto dai soccorritori fino alla strada asfaltata ha rifiutato il trasporto in ambulanza, pronta ad attenderlo (lamentava anche sbalzi di pressione) ed è rientrato con mezzi propri. Due giovani escursioniste sono poi state recuperate tra le 16 e le 17.30 sul versante settentrionale del Jôf di Montasio: Le due hanno chiesto aiuto al 112 mentre percorrevano il canale della Via Amalia accorgendosi che non sarebbero riuscite a concludere la salita in tempo raggiungendo i Piani del Montasio e non sentendosela di ridiscendere da dove erano partite. Si trovavano poco sopra i 2.000 metri ed è lì che i soccorritori, tra i quali un medico, le hanno recuperate in elicottero.