Washington alza il livello dello scontro con Mosca e chiede agli alleati Nato maggiore chiarezza. Ma mentre gli Usa tracciano una linea netta sulla Russia, l’Italia continua a fare i conti con ambiguità politiche, consenso filorusso e interrogativi sulla propria collocazione strategica. Il commento di Francesco Sisci

Le recenti pressioni del sottosegretario della Guerra americano Eldridge Colby sui Paesi Nato riguardano il programma di riarmo dell’Ue e hanno due aspetti. Uno è la velocità e l’entità del riarmo di ciascun Paese. L’altro è la postura politica dei vari governi. Su entrambi i fronti l’America è insoddisfatta, perché vuole poter spostare forze nel Pacifico, dove vede la sfida strategica più pericolosa.

Però ci sono forze nella Ue indecise riguardo all’Ucraina o all’Iran o apertamente filorusse. Questo è l’elemento più pericoloso per l’alleanza, poiché offre a Mosca margini per sovvertire i -Paesi dell’Ue. Se Mosca perde in Ucraina ma sobilla un Paese dell’Unione il conto politico della guerra potrebbe cambiare per la Russia e i Paesi suoi alleati. Inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa, la missione del direttore della Cia a Mosca John Ratcliffe era un avvertimento. Washington intimava di rompere con Iran e finirla con la guerra ibrida in Europa.