“Basta influencer che giocano con la cronaca nera”. Gianluigi Nuzzi, intervistato da Libero alla vigilia del ritorno di Quarto Grado su Rete4, attacca duramente il circo social che si sviluppa attorno ai grandi casi giudiziari e che, a suo giudizio, finisce spesso per travolgere persone coinvolte solo marginalmente nelle inchieste.

Parlando del caso Garlasco e della denuncia per ricettazione presentata contro Milo Infante, Nuzzi ricorda di essere stato a sua volta accusato in passato dello stesso reato e giudica particolarmente discutibile contestarlo a chi svolge attività giornalistica.

Ma il passaggio più duro dell’intervista a Libero riguarda ciò che accade fuori dagli studi televisivi. Parlando di Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi e autrice negli anni di numerose denunce dopo essere stata ripetutamente tirata in ballo nelle ricostruzioni sul delitto, Nuzzi punta il dito contro i protagonisti della cronaca nera sui social.

“È stata tirata in causa in ogni modo dai tuttologi dei social”, osserva, ricordando che Cappa nella vicenda di Garlasco resta una parte lesa. Poi l’affondo: “Per questi espertologi social proporrei un daspo”.

Secondo il conduttore di Quarto Grado, infatti, la libertà con cui influencer, commentatori e sedicenti esperti intervengono sui casi di cronaca può produrre conseguenze molto pesanti sulle persone coinvolte: “Sono liberi di fare tutto, anche di uccidere psicologicamente le persone”.