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Davide Stoppini

Accelerazione della Uefa nella battaglia che dovrebbe portare a indire un Congresso straordinario della Fifa entro novembre

C’è un passaggio, nel documento con il quale la Uefa chiede alle corti Usa di accedere ai documenti dell’«affaire Ffe», in cui il piano di Gianni Infantino viene descritto nei dettagli e il prezzo di 4,2 miliardi di dollari, al quale il numero uno Fifa avrebbe venduto il 20% dei diritti della Coppa del Mondo, «a fraudulently off-market price promoted by Infantino for his own benefit», ovvero «un prezzo fraudolentemente fuori mercato promosso da Infantino a proprio vantaggio». Un passaggio durissimo, ma neppure l’unico, venuto alla luce ieri ma di cui nei palazzi della politica calcistica internazionale si vociferava da tempo. La storia è questa: la Uefa, attraverso i suoi legali, ha chiesto alla corte di Manhattan e ad altre corti statunitensi (per esempio quella in Florida, dove la Fifa ha pure una sede) «l’emissione di un provvedimento che autorizzi la Uefa ad acquisire elementi probatori dalla Fifa da utilizzare in un procedimento penale che si intende avviare in Svizzera contro Gianni Infantino».

Di fatto, una bomba. Attesa, certo, ma tant’è: la Uefa ha intenzione di adire le vie legali contro il presidente Fifa e il suo progetto di vendere il 20% dei diritti dei Mondiali al fondo di investimento newyorkese Thrive Capital Management, creato da Joshua Kushner, fratello di Jared, genero del presidente Usa Donald Trump. L’obiettivo è chiaro ed è spiegato nello stesso documento di 60 pagine scritto dai legali di Nyon: «La Uefa e altre parti interessate si stanno preparando ad avviare procedimenti penali in Svizzera nei confronti di Infantino — ed eventualmente di altri funzionari e consulenti della Fifa— per il reato di gestione infedele ai sensi dell’articolo 158 del codice penale svizzero, nonché per ulteriori o diverse imputazioni supportate dagli elementi di fatto emersi; tali azioni traggono origine dalle modalità riservate con cui sono stati definiti la struttura, la valutazione, il finanziamento e la commercializzazione di un’operazione che ha arrecato un danno diretto e concreto alla reputazione, all’autorità di governance e alle relazioni commerciali della Fifa, a detrimento sia della Fifa stessa che delle sue 211 federazioni affiliate, incluse le 55 federazioni membri della Uefa».