Gianmarco Tamberi, un titolo europeo a 2,32, una conferma in Polonia a 2,31: le aveva sognate, quelle misure, negli ultimi tempi? "Soprattutto le avevo rincorse. Sapevo di stare molto bene fisicamente, però finché le misure non arrivano si rincorre qualcosa che non si vede. Ho lavorato tanto e bene, sapevo che prima o poi dovevo riuscirci. Ma finché non lo fai sono solo chiacchiere".
Però quel 2,32 saltato in allenamento prima degli Europei le aveva dato fiducia? "Avevo saltato 2,30 a Formia in allenamento prima della Diamond League di Montecarlo e 2,32 ad Ancona in allenamento gara poco prima di partire per Birmingham. In parte sì, mi aveva dato la conferma che fisicamente stavo molto bene. Ma con tanta confusione tecnica. Quel 2,32 è arrivato alla quinta prova, non avevo quelle certezze che ho di solito prima di un appuntamento importante. Quest’anno è stata una continua rincorsa contro il tempo, la fascite plantare mi ha tenuto fermo da febbraio a maggio, la mia paura più grande era che la misura non arrivasse in tempo per gli Europei".
Ha mai pensato davvero di poter vincere l’oro europeo, considerando anche la delusione espressa per i salti in qualifica? "Sì, sempre, se non l’avessi pensato non sarei neanche partito per Birmingham. Sapevo che se avessi trovato una certa sicurezza nella tecnica avrei potuto saltare alto. E penso di poter saltare anche più in alto di quanto fatto finora".







