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Mariolina Iossa e Serena Palumbo

La Farnesina ha attivato unità di crisi e personale diplomatico per seguire le ricerche. I connazionali scampati: «Qui tutto è stato distrutto»

Fino a tarda sera non si sapeva ancora nulla dei tre turisti italiani dispersi nella devastante alluvione che ha colpito il Nepal. Tra loro c’è il rapallese Marco Ratto, e una coppia italo-svizzera della quale si sono perse le tracce mentre era in viaggio dal Tibet verso il Nepal. Ore e ore di angoscia per i familiari. La Farnesina ha subito attivato la macchina dei soccorsi e delle verifiche anche per tutti gli altri turisti italiani, mentre continuavano ad arrivare notizie, elenchi e segnalazioni dalle zone travolte dall’ondata di acqua e fango.

Nel pomeriggio di ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva espresso su X «il cordoglio del governo alle famiglie delle vittime delle alluvioni, che hanno colpito il Nepal e la regione tibetana», e riferendosi ai turisti italiani presenti nelle aree interessate, aveva aggiunto: «Seguo con la massima attenzione la situazione dei connazionali. Ho attivato una task force in Nepal, con l’invio di una delegazione da Roma dell’Unità di crisi per creare un punto di assistenza a Kathmandu». Tajani ha inoltre disposto «l’invio di personale della nostra ambasciata a Nuova Delhi a Kathmandu per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza agli italiani».