HomeMacerataCronacaRebus plastica, c’è l’ipotesi Emilia. E la Tari rischia di salire ancoraAllo studio il piano per portare fuori regione il materiale differenziato, con costi di 3/400 euro a tonnellata. In alternativa il Cosmari potrebbe aumentare lo stoccaggio nei suoi spazi, ma serve l’ok della Provincia.Un addetto del Cosmari alla selezione dei rifiuti al lavoro (foto Calavita)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPer ora è solo un’eventualità che si cerca di scongiurare. Ma l’"emergenza plastica" dovuta alle difficoltà del Corepla (Consorzio nazionale per il riciclo della plastica) nel ritirare il materiale stoccato dai Comuni, potrebbe far lievitare i costi dei gestori, in particolare negli ambiti territoriali di Maceata e Pesaro e, di conseguenza, imporre una revisione dei Piani economici finanziari, rivedendo al rialzo la Tari. La tassa sui rifiuti, da anni in continua crescita perché siamo senza una discarica, potrebbe aumentare ancora – ed è paradossale – proprio perché facciamo la raccolta differenziata della plastica.

Una situazione complessa, riconducibile al fatto che il Corepla ha notevolmente rallentato i ritiri delle ecoballe derivanti dalla raccolta differenziata della plastica destinata al recupero, in quanto ha difficoltà a venderla, perché costa di più rispetto alla "plastica vergine", in particolare quella proveniente dai mercati asiatici. Così negli spazi di Cosmari srl si accumulano quantitativi crescenti da stoccare che, però, hanno una soglia limite in relazione alle norme antincendio e all’autorizzazione provinciale.