Ammirato e criticato, l’F35 non smette di far discutere. Questo cacciabombardiere americano (ma costruito grazie a una vasta collaborazione internazionale, che include l’Italia) è un gioiello tecnologico i cui costi però non smettono di crescere; inoltre, dal punto di vista operativo dà molte preoccupazioni: secondo un recente rapporto del Pentagono, fra il 2021 e il 2025 il tasso di operatività della flotta di F35 è sceso dal 67% al 44%. Tale indicatore misura quanto un velivolo è in grado di svolgere almeno una delle missioni assegnate. Ma l’F35 fa molto peggio quando si misura il suo tasso di piena operatività, un parametro più rigoroso che mostra se il velivolo è in grado di svolgere tutte le missioni assegnate: fra il 2021 e il 2025 questo parametro è calato dal 38% al 25%. I costi complessivi del programma Guardando ai numeri aggregati, il costo stimato per l'acquisizione della flotta di F35 delle forze armate statunitensi è aumentato di circa 51 miliardi di dollari dalla fine del 2023, portando il costo totale del programma a circa 536 miliardi di dollari. L'aumento di oltre il 10% è dettagliato nell'ultimo Modernized Selected Acquisition Report del Pentagono, datato 21 aprile 2026. Aerospace Global News sottilinea che quando il programma Joint Strike Fighter entrò in fase di sviluppo nel 2001, il suo costo di acquisizione era stimato intorno ai 233 miliardi di dollari. L'F35 è ormai saldamente integrato nelle forze armate statunitensi e nelle forze aeree alleate, con oltre 1.200 velivoli operativi in 20 nazioni. La produzione ha raggiunto il record di 191 consegne lo scorso anno. Eppure il Pentagono sta ancora affrontando i ritardi relativi al prossimo importante aggiornamento del caccia, e la quota del 25% degli F35 statunitensi pienamente operativi per tutte le missioni assegnate è un dato preoccupante per gli Usa.