Continuano i problemi per gli F35 tra ritardi e costi lievitati. Ad aprile la Corte dei Conti ha pubblicato un’analisi dei costi della fornitura alle nostre forze aeree del caccia americano Lockheed Martin F-35 Joint Strike Fighter (Jsf). Il programma Jsf ha come obiettivo lo sviluppo di un velivolo di ultima generazione (multi-ruolo e a bassa osservabilità). Si differenzia nettamente dai precedenti programmi europei (Tornado ed Eurofighter) per dimensioni ed economie di scala eccezionali.
L’Italia è entrata nel programma come Partner di 2° livello per obiettivi strategici (rinnovo della flotta aerea) ed economici (ritorni industriali e occupazionali). I risultati economici e industriali conseguiti fino al momento della relazione sono risultati inferiori alle aspettative, anche a causa del rallentamento globale del programma (giunto solo al 10% della produzione totale). Inoltre l’impatto reale si è attestato a circa 1.600 unità impiegate, a fronte di una stima iniziale ben più ottimistica (tra i 3.500 e i 6.400 lavoratori). La base di Cameri è temporaneamente sovradimensionata, lavorando solo su velivoli italiani e olandesi. Per la manutenzione Cameri è stata confermata come hub per l’area euro-mediterranea, ma l’Italia è rimasta esclusa dalle prime sub-aggiudicazioni della componentistica, subendo la forte concorrenza della base britannica di Marham.






