Roma, 28 agosto 2026 – “La storia delle tasse sugli extraprofitti è una storia di fallimenti: distorcono gli investimenti e rischiano di accelerare la deindustrializzazione dell’Europa”. Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, spiega perché boccia senz’appello la tassazione degli extraprofitti citando il giudizio netto di Daniel Yergin, tra i massimi esperti mondiali di energia, premio Pulitzer con The Prize, opera di riferimento sulla storia e il potere del petrolio.
Eppure, le compagnie petrolifere fanno profitti ingenti e da più parti si chiede che contribuiscano contro il caro-carburanti.
“Sono convinto che, come banche e assicurazioni, anche le aziende petrolifere debbano dare un contributo nei momenti di difficoltà. Ma il metodo del governo è quello giusto: il dialogo e l’accordo con le compagnie hanno permesso di coprire le spese fino al 5 settembre. Un’intesa è cosa ben diversa da una tassa sugli extraprofitti”.
Perché esclude quella strada?
“Il concetto di extraprofitto non esiste. Chi lo decide? Un burocrate della Commissione europea, uno del ministero? Esiste il profitto e sui profitti si pagano le tasse. Ma non possiamo fare annunci roboanti o minacce che spaventano i mercati e danneggiano le aziende italiane. Non dobbiamo colpirle, a cominciare dall’Eni: sarebbe un errore gravissimo, finirebbe col ripercuotersi su utenti e i cittadini”.












