A Gamescom la più grande fiera europea dedicata ai videogiochi in corso a Colonia (Germania) il grande assente è il blockbuster "Grand Theft Auto VI", la cui uscita a novembre è attesissima per rilanciare un settore in difficoltà. L'anno scorso, circa 360.000 persone hanno affollato i padiglioni dell'imponente centro fieristico (Koelnmesse) che ospita questo grande evento del mondo videoludico, avvicinandosi notevolmente al picco di presenze pre-Covid di circa 370.000 partecipanti. I visitatori – alcuni dei quali in costume – possono provare le ultime novità su centinaia di postazioni di gioco.Questa edizione 2026 ospita oltre 1.600 espositori e presenterà più di 800 titoli, secondo quanto riportato dal sito dell'organizzatore.Qui la gallery
Tra i protagonisti, il colosso giapponese Nintendo che punta su "Nintendo Switch Sports Resort", mentre l'americana Microsoft (Xbox) svelerà le sue future grandi produzioni, "Call of Duty: Modern Warfare 4" e "Gears of War: E-Day". Come l'anno scorso, la giapponese Sony ha scelto di non partecipare. La grande assenza è quella di "Grand Theft Auto VI". Lo studio americano Rockstar Games continua a rilasciare informazioni col contagocce in vista dell'uscita del 19 novembre, ma l'ampia anteprima del gioco trasmessa su Netflix promette di distogliere per un po' l'attenzione dalla fiera.Ciononostante, l'offerta si preannuncia vastissima: per evitare di scontrarsi con "GTA VI", molti editori hanno preferito anticipare le uscite a settembre e ottobre, anche a costo di creare un ingorgo raramente visto nel settore. Una situazione che mette ulteriormente sotto pressione i portafogli dei giocatori, già duramente colpiti dall'aumento dei prezzi di console e componenti informatici, in parte dovuto all'impennata dei costi delle memorie RAM, molto richieste dalle aziende che sviluppano intelligenza artificiale per far funzionare i propri modelli. "Ci sono semplicemente troppi giochi", osserva per l'AFP Joost van Dreunen, docente presso la New York University Stern School of Business ed esperto di economia dei videogiochi, aggiungendo che "il mercato è saturo". Di fronte a un calo degli investimenti e a un aumento esponenziale dei budget di produzione, il settore cerca ora di "migliorare i margini" a ogni costo, afferma l'economista, sia "abbandonando il supporto fisico, sia modificando le modalità di distribuzione o riducendo i costi". Da gennaio, quasi 10.000 persone hanno perso il lavoro, secondo il sito ASGC Games Industry Layoffs Tracker, che stima come la cifra potrebbe avvicinarsi a 15.000 unità nell'arco dell'anno, sfiorando così il record del 2024.












