Nel pieno delle operazioni belliche e delle operazioni di pulizia etnica, Ratko Mladic, morto oggi in carcere all'Aja, dovette assorbire la tragedia della perdita della figlia prediletta Ana, suicidatasi a soli 23 anni il 25 marzo del 1994: una morte misteriosa, senza messaggi e senza testimoni, che ha dato luogo alle più svariate congetture, ma che nella vulgata comune si ritiene sia stata la conseguenza dello shock, della vergogna e del profondo dolore per le azioni del padre. Un immenso buco nero nella vita dell'imperturbabile e spietato generale.
Secondo la versione ufficiale, Ana si è suicidata con la pistola che il padre aveva ricevuto come ricompensa durante la sua carriera militare, senza lasciare alcun biglietto d'addio.
Sua madre Bosiljka e suo fratello Darko erano presenti in casa al momento del suicidio. E così la morte della sua amata Ana, si trasformò in uno degli episodi più oscuri della vita privata del comandante.
In assenza di risposte, iniziarono a circolare storie, speculazioni e numerose teorie. Il suo fidanzato non accettò la conclusione che Ana si fosse tolta la vita e sostenne che fosse stata assassinata dai nemici di Mladic. Circolava anche un'altra teoria, secondo la quale Ana era in realtà innamorata di un altro ragazzo, morto sul campo di battaglia nella guerra del padre. Anni dopo, si diffusero voci secondo cui Mladic non lo volesse in compagnia della figlia e fosse stato lui a ordinarne segretamente la partenza per il fronte.










