Canoa, gommone, battello, ma anche mountain bike e quad: il lago Omodeo si trasforma in un parco avventura a cielo aperto. Un’offerta ampia che riaccende i riflettori sul bacino artificiale, offrendo a visitatori e appassionati modi del tutto inediti per esplorare un patrimonio naturalistico unico. Un modo per valorizzare la risorsa lago e i paesi dell’interno sospesi ripartendo dal turismo sostenibile e dalle esperienze all’aria aperta. Attività outdoor — dalle escursioni guidate in gommone e canoa agli itinerari su terra in bicicletta e quad — che puntano a mettere a sistema le risorse ambientali, storiche e paesaggistiche del territorio, trasformando l’Omodeo in un motore economico per i Comuni del circondario. Ne è convinto chi ha deciso di investire in questo settore, ma restano alcuni importanti nodi da sciogliere.

Perché i numeri crescano è necessario che si investa sulle attività ricettive. Mancano servizi: da punti ristoro a pontili che possano assolvere in sicurezza il proprio compito. Daniel Fadda, agente di commercio, nel 2010 ha messo in piedi la propria ditta individuale Jovis - Sos Oros de Su Lagu. I turisti che si rivolgono a lui possono contare su escursioni canoa, barca a vela, gomone e breve anche in battello. È stato infatti lui l’imprenditore che ha partecipato all’asta del Comune di Soddì che voleva liberarsi del battello, acquistato da amministrazioni precedenti con i fondi della 37 ed andato in malora senza che producesse gli effetti sperati al momento dell’investimento.