TRENTO. Il futuro della farmacia di Civezzano accende il confronto in Quarta Commissione del Consiglio provinciale. Al centro della discussione il progetto di trasferimento dell'attività dal centro del paese all'area commerciale, una scelta contro la quale si sono già schierati il Comune e centinaia di cittadini. La vicesindaca Roberta Mengoli ha ribadito la contrarietà unanime dell'amministrazione, ricordando le 730 firme raccolte e annunciando la volontà di percorrere ogni strada disponibile, compresa quella giudiziaria.
Nel corso delle audizioni Asuit, attraverso Cristiana Betta, dirigente farmacista del Servizio politiche del farmaco e assistenza farmaceutica, ha richiamato i criteri tecnici previsti dal regolamento per valutare il trasferimento: idoneità dei locali, distanze ed esigenze farmaceutiche. I nuovi spazi, è stato spiegato, sarebbero più ampi e consentirebbero di offrire anche ulteriori prestazioni, comprese le vaccinazioni.
Una lettura contestata da diversi consiglieri. Eleonora Angeli ha sottolineato che l'accessibilità non può essere valutata soltanto sulla base della disponibilità di parcheggi, ma deve tenere conto anche delle esigenze degli anziani, delle persone fragili e degli abitanti delle quindici frazioni, oltre che della vicinanza della farmacia al nuovo polo sanitario. Paolo Zanella ha contestato l'interpretazione fornita da Asuit, mentre Stefania Segnana ha richiamato il rischio di impoverire ulteriormente i servizi presenti nei piccoli centri. Maria Bosin e Francesca Parolari hanno chiesto di approfondire quali categorie di cittadini verrebbero concretamente penalizzate dallo spostamento.







