Saranno processati per direttissima tre migranti arrestati dopo la rivolta scoppiata ieri mattina nel Cpr di Pian del Lago, a Caltanissetta. Si tratta di un marocchino di 32 anni, un tunisino di 39 e un algerino di 25, difesi dagli avvocati Massimiliano Bellini, Francesca Pia Prizzi e Maria Baglio. La Procura ha chiesto per tutti la custodia cautelare in carcere.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, i disordini sono scoppiati nel padiglione C durante le operazioni per il trasferimento di alcuni ospiti verso l’aeroporto di Palermo. Le forze dell’ordine sarebbero state costrette ad arretrare dopo il lancio di bottiglie piene d’acqua e successivamente di pietre ricavate danneggiando le pareti del padiglione. Durante la rivolta sarebbero stati utilizzati anche stampelle, bastoni, oggetti appuntiti, lame rudimentali e una spranga di ferro. Materassi e rifiuti sarebbero stati ammassati davanti all’ingresso e incendiati, creando una barriera che avrebbe inizialmente impedito anche ai vigili del fuoco di entrare nel padiglione.

Le forze dell’ordine sono poi intervenute in assetto antisommossa per mettere in sicurezza gli altri ospiti. Un vice ispettore della polizia ha riportato traumi al collo e alla spalla giudicati guaribili in sei giorni. La sommossa, durata circa un’ora e mezza, avrebbe reso temporaneamente inservibile il padiglione C. Ai tre vengono contestati, a vario titolo, rivolta all’interno di una struttura di trattenimento per migranti, resistenza a pubblico ufficiale e devastazione. Al tunisino sono contestate anche le lesioni all’agente.