La settimana scorsa, a Firenze, dopo essersi addormentato sulla tramvia, un ragazzo di 17 anni è stato trascinato sotto un cavalcavia e poi violentato da un trentaduenne marocchino, in Italia da tre anni con a carico diverse denunce e una condanna per reati contro il patrimonio. Un trentatreenne pakistano, beneficiario di protezione internazionale e residente nel centro storico di Reggio Emilia, ha totalizzato due condanne e tre processi riguardanti sei aggressioni a sfondo sessuale ai danni di ragazze, anche minorenni, che viaggiano da sole sui regionali. Ribattezzato il «maniaco del treno», l’uomo rimane ancora a piede libero perché, affetto da problemi mentali, è in cura presso un Centro di salute mentale dell’Ausl. Il 5 marzo scorso, a Bologna, un somalo ha aggredito e colpito con un pugno al volto un’insegnate in gita con una classe di scuola media del frusinate. Irregolare sul territorio nazionale, l’uomo ha collezionato un lungo curriculum criminale tra reati contro il patrimonio e la persona. Qualche giorno prima, un ventiseienne africano era stato arrestato per aver seguito, aggredito alle spalle e rapinato una signora di 79 anni a Romano di Lombardia il 3 febbraio. La vittima aveva riportato le fratture delle ossa del naso e del volto, oltre ad altre ferite profonde.