Per la prima volta da quando è sbarcata in Italia, Iliad vede il traguardo dell’utile su base annua. Dopo un secondo trimestre chiuso con un risultato positivo per circa 44 milioni, il gruppo francese si aspetta che il 2026 segni il cambio di passo definitivo. «Nell’arco dell’intero anno il contributo delle nostre attività in Italia sarà positivo per il Gruppo e questo rappresenta davvero un cambiamento significativo: dopo cinque o sei anni di grandi investimenti, registriamo un contributo positivo all’Ebitda e, ora, anche al flusso di cassa», è stato spiegato durante la call con i giornalisti.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIL’Italia acquista centralitàÈ il punto d’arrivo di una rincorsa iniziata nel 2018, costruita a colpi di offerte, investimenti sulla rete e crescita della base clienti. Ma è soprattutto il segnale che l’Italia non è più soltanto il mercato in cui Iliad brucia capitale per conquistare quote: sta diventando una delle gambe che sostengono il gruppo. Nel semestre i ricavi italiani sono saliti del 10,2% a 665 milioni (molto più del +3% del gruppo), mentre l’Ebitda after lease è cresciuto del 20,2% a 229 milioni. Il margine è passato dal 31,6% al 34,5% e il flusso di cassa operativo è balzato del 75,2% a 106 milioni, anche grazie alla normalizzazione degli investimenti, scesi a 124 milioni.Il sorpasso su TimThomas Reynaud, ceo del gruppo, ha definito l’Italia «probabilmente la principale fonte di soddisfazione di questo semestre». E i numeri spiegano perché. A fine giugno Iliad contava 12,8 milioni di utenti mobili e 568mila nel fisso, per una base complessiva di 13,3 milioni. Nel residenziale il marchio «ha superato Telecom Italia», ha affermato il ceo ed è diventato il terzo brand del mercato delle sim human residenziali. La società rivendica inoltre la leadership nelle acquisizioni nette sia nel mobile sia nella banda larga fissa e segnala livelli record di soddisfazione della clientela.La Francia rallenta il passoIl risultato italiano pesa ancora di più perché arriva mentre la Francia, il mercato storico, cresce a passo molto più lento. Nel primo semestre i ricavi francesi sono aumentati dell’1,5% a 3,32 miliardi e l’Ebitda after lease è sceso dell’1,9% a 1,29 miliardi. La Polonia, invece, ha segnato ricavi per 1,26 miliardi, in aumento del 3,5%, e un Ebitda after lease in crescita del 5,8% a 575 milioni. Nel complesso il gruppo ha fatturato 5,24 miliardi, con margini operativi per 2,09 miliardi e un flusso di cassa operativo di 1,29 miliardi, in progresso del 10,2%. L’utile netto è sceso a 502 milioni, penalizzato dal confronto con le componenti straordinarie del 2025 legate alla cessione del 50% della controllata OpCore (che raggruppa i data center di Iliad in Francia e Polonia) al fondo InfraVia.Il nodo frequenzeLa traiettoria italiana, però, si incrocia ora con il nodo frequenze. Le licenze scadono nel 2029 e Agcom sta consultando il mercato su un possibile rinnovo fino al 2037 in cambio di impegni di investimento. iliad considera l’attuale distribuzione dello spettro squilibrata e teme che un rinnovo senza correttivi finisca per congelare per altri anni i rapporti di forza esistenti. «Abbiamo avviato le consultazioni sullo spettro. In Italia, contribuiremo alle consultazioni e riteniamo fermamente che sia necessario un riequilibrio in linea con la normativa nazionale ed europea. E questo è ciò che affermeremo durante le consultazioni», ha detto Reynaud non aggiungendo altro durante la call con i giornalisti.