Entrano in un lungo sonno e, dopo mesi, tornano a essere nuovamente attivi. È il ciclo del letargo degli orsi neri americani (Ursus americanus) che sembra essere regolato da due fattori ambientali strettamente legati tra loro: la temperatura e la durata della luce del giorno. A evidenziarlo è una recente ricerca coordinata dagli scienziati del College of Natural Resources and Environment del Virginia Tech, secondo cui questo delicato meccanismo biologico potrebbe essere influenzato dai cambiamenti climatici che alterano il rapporto tra temperatura e luce. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences.
Letargo finito: il lento risveglio degli orsi
Lo studio sugli orsi
Per molto tempo, la comunità scientifica pensava che la temperatura fosse uno dei principali fattori per stabilire quando gli orsi neri entrano in letargo e quando ne devono uscire. Il nuovo studio, invece, suggerisce una relazione molto più complessa tra i segnali ambientali, e che anche la luce diurna potrebbe contribuire a regolare l'attività di questi animali. Analizzando oltre 22 mila ore di registrazioni video, gli autori si sono focalizzati su 4 femmine di orso nero selvatiche e gravide durante le diverse fasi del ciclo di letargo. Da qui, hanno classificato 45 comportamenti e li hanno poi messi in relazione con le condizioni ambientali, e in particolare con la temperatura e il cosiddetto fotoperiodo, ossia la durata della luce diurna.






