Il 3 giugno del 2024, su Artificiale, parlavamo dell’introduzione dell’etichetta “Creato con ia” sulle piattaforme della Meta e di iniziative simili su YouTube e su TikTok. L’etichetta era ed è dedicata a immagini e video fatti o modificati, in tutto o in parte, usando le intelligenze artificiali generative. Questa etichetta oggi è molto diffusa, ma non ha certo impedito la diffusione di immagini e video deepfake usati per scopi propagandistici. Basta pensare alle finte immagini di degrado a Bologna o ai video che un sedicente profilo satirico ha messo online con vari personaggi dell’estrema destra italiana vestiti da antichi romani.

Poco più di due anni dopo quelle prime etichette, il 14 agosto 2026 la Anthropic ha annunciato un’iniziativa simile, un watermark che identifica i testi prodotti usando un’ia.

Dal 2 agosto 2026 in poi, tutti i modelli di Claude, l’ia della Anthropic, inseriscono in ogni testo che producono un segnale statistico che l’azienda definisce “invisibile” a chi legge. Ma allora come funziona esattamente?

Un large language model genera una parola alla volta (più precisamente, un token alla volta), scegliendo ogni volta tra varie parole candidate plausibili. Che poi è una simulazione del modo in cui scrivono le persone.