Il Patriarca ortodosso Kirill ha appena pubblicato un libro sul significato redentivo dei conflitti armati e “sul dovere storico” per la Russia di essere vincitrice. Una settimana dopo l’uscita della raccolta in un libro LEV dei discorsi di papa Leone XIV su "La pace disarmata e disarmante", il 27 luglio è stata pubblicata un’analoga antologia del Patriarca Kirill dal titolo evocativo: "Guerra. Oltre le cause e le conseguenze visibili", edito dalla Casa editrice del Patriarcato, acquistabile online e recensito in Russia per tutto agosto.
Una raccolta di prediche, discorsi e riflessioni degli ultimi anni, in particolare dopo lo scoppio della guerra contro l’Ucraina, incentrate sulla metafisica della guerra e addirittura sul significato spirituale della guerra, illustrato sulla copertina dalla grafica dark (nera e grigia) da una raffigurazione di San Giorgio che uccide il Drago. In sostanza Kirill interpreta i conflitti armati non solo in termini politici o militari, ma come lotta spirituale tra il Bene e il Male, il cui esito è deciso da Dio. La vittoria spetterebbe a chi sta "dalla parte della luce", ma è semplice immaginare che si tratti di Vladimir Putin e della Russia.
Il tema principale del volume di 240 pagine è il significato redentivo (espiatorio) della guerra e delle sue conseguenze. In questo contesto il sacrificio, l'eroismo, il patriottismo e la vittoria sono visti in chiave spirituale, mentre i soldati che sacrificano al fronte la loro vita devono essere certi della loro ricompensa nei cieli. Viene poi sottolineata la missione storica e metafisica della Russia, presentata come “guerriera del Signore” che combatte il Male e difende ideali morali. La responsabilità del popolo russo (secondo Kirill) è quella di non sottrarsi al “dovere storico di essere vincitori”.








