La guerra delle bande criminali contro la popolazione haitiana dura ormai da anni nei quartieri urbani della capitale Port-au-Prince, controllata per almeno l’85 per cento dai gruppi armati. L’ultimo massacro, confermato da un comunicato delle Nazioni Unite dopo essere stato reso noto dai mezzi d’informazione locali, è avvenuto invece in una zona di campagna, tra i campi coltivati che forniscono prodotti freschi agli abitanti della capitale. Nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 agosto, 47 persone sono state uccise a Kenscoff, un comune che si affaccia sulla città. Il suo sindaco Massillon Jean in una dichiarazione all’Afp ha parlato di una “notte di terrore”.

Kenscoff è uno dei luoghi vicini a Port-au-Prince dove hanno trovato rifugio gli abitanti dei quartieri cittadini dilaniati dalla violenza e dalle estorsioni. I criminali hanno attaccato proprio un gruppo di rifugiati. Ventidue dei 47 corpi sono stati ritrovati in una chiesa dove gli sfollati avevano cercato riparo. Da mesi, la zona è bersaglio di gruppi armati che cercano di estendere il controllo sul territorio. I sopravvissuti hanno inoltre segnalato che varie persone sono state rapite. Il reclutamento forzato, a volte anche di bambini, è uno dei crimini commessi abitualmente dalle bande.