Il problema, oggi, non è quanto siano capaci i modelli di intelligenza artificiale, ma quanto sia possibile controllarli quando ricevono autonomia, accesso a strumenti informatici e molto tempo per raggiungere un obiettivo. Il 26 agosto 2026 METR (si legge come “meter”) e Redwood Research hanno pubblicato un’indagine indipendente sull’incidente che a luglio ha coinvolto OpenAI e Hugging Face.I numeri descrivono un episodio molto più esteso rispetto alle prime ricostruzioni: circa 1.200 agenti hanno comunicato attraverso un sistema non autorizzato, scambiandosi oltre 70mila messaggi e file; circa 700 hanno poi partecipato alle attività contro l’infrastruttura di Hugging Face.Lo stesso 26 agosto OpenAI ha diffuso il proprio rapporto tecnico. La società ha riconosciuto che alcuni modelli utilizzati nei test di cybersicurezza hanno aggirato i sistemi destinati a isolarli da Internet, compromesso parti dell’infrastruttura interna dell’azienda e raggiunto sistemi di terzi.OpenAI definisce l’accaduto un “warning shot”, un avvertimento sulla capacità di agenti sufficientemente autonomi e persistenti di aggirare controlli tecnici se le protezioni non crescono alla stessa velocità delle capacità dei modelli.Analisi del percorso di un agente che si imbatte nella “bacheca” non autorizzata e si unisce all’attacco contro Hugging Face. Le tre citazioni tratte dal CoT provengono da agenti diversi, ma illustrano un percorso tipico.Indice degli argomenti: