Un test di sicurezza pensato per misurare quanto un modello di intelligenza artificiale sappia violare sistemi informatici è uscito dal laboratorio e ha raggiunto il mondo reale. Sembra la trama di un film di fantascienza, e in effetti ricorda quella dell’ultimo Mission Impossible con Tom Cruise, ma è la realtà. La startup Hugging Face, pure specializzata in IA, è stata colpita da una combinazione di modelli OpenAI, tra cui Gpt-5.6 Sol e un modello non ancora pubblico.
La ricostruzione pubblicata da OpenAI il 21 luglio 2026 parla di un “incidente senza precedenti”. Si voleva misurare la capacità degli agenti AI di sfruttare vulnerabilità informatiche note, in un ambiente controllato. Ebbene, quelli hanno trovato un modo per ottenere accesso a internet, fuori quindi dall’ambito test, sfruttando una vulnerabilità del tutto nuova.
La prima comunicazione pubblica era arrivata da Hugging Face il 16 luglio 2026. La società aveva rilevato un’intrusione in parte della propria infrastruttura di produzione e l’aveva descritta come diversa dagli incidenti gestiti in passato: guidata da un sistema autonomo di “agenti” IA (software che agiscono da soli).
La novità non sta nell’uso dell’AI per il cybercrime. Quello è già documentato. "La novità è la continuità operativa dell’agente: ricerca dell’obiettivo, aggiramento dei limiti dell’ambiente, sfruttamento di vulnerabilità, uso di credenziali e tentativo di arrivare a un risultato utile", spiega l'esperto cyber Pierluigi Paganini. "Il modello ha pianificato, adattato la strategia, aggirato un controllo di sicurezza considerato robusto e completato un'operazione in più fasi con un livello di autonomia che fino a ieri era considerato teorico", aggiunge.










