Se il diesel in autostrada è arrivato anche oltre 3 euro a litro, c'è un punto della penisola italiana dove i prezzi sono invece nettamente più bassi. La benzina a 1 euro e 69 centesimi, come da foto scattate il 23 agosto. Siamo nella Repubblica di San Marino. Con il rincaro dei carburanti si alimenta anche il turismo dei rifornimenti. E da quando l'Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz, nell'enclave della zona centro-settentrionale del Belpaese è aumentato il flusso di chi vuole risparmiare. Da Rimini, Pesaro e Cesena molti vengono qui per risparmiare, soprattutto chi deve intraprendere viaggi lunghi in auto: vuoi per lavoro o vacanza.
Dove si trova Partiamo da una curiosità. A San Marino sono presenti due tra i distributori di benzina più longevi di tutta la Romagna. Ma perché la benzina costa così poco? La Repubblica che confina con le Marche è uno stato indipendente con origini antichissime, fondato nel 301 d.c. da Marino, un tagliapietre della Dalmazia (oggi Croazia). E qui le leggi sono diverse rispetto all'Italia: non esiste l'IVA (ma c'è l'imposta monofase, che si paga una sola volta sul valore dei beni quando entrano nel territorio o alla prima produzione con un'aliquota ordinaria al 17%) e le tasse sono diverse, comprese quelle sui carburanti.Perché i prezzi sono più bassi Veniamo ora ai carburanti. Come riporta Corriere Romagna, San Marino ha deciso di fermare la corsa dei prezzi con sconti prorogati sino al 30 settembre. Parliamo di misure straordinarie. E rimarrà inalterata anche l’aliquota agevolata dell’imposta speciale sul gasolio agricolo. Il Congresso di Stato ha infatti esteso i tagli fiscali e i bonus messi in campo da mesi per fronteggiare i rincari e la volatilità propria dei mercati energetici.Gli sforzi, però, non bastano. «Nonostante i tagli applicati, anche a San Marino siamo ormai vicini ai due euro al litro», spiega il segretario di Stato alle Finanze, Marco Gatti ai microfoni di San Marino Rtv. «È un valore altissimo. Dal punto di vista del bilancio pubblico, questa riduzione comporta indubbiamente un gettito inferiore dalle imposte speciali. Questa contrazione viene però parzialmente assorbita dal maggiore incasso dell’imposta monofase, dato che l’aumento del prezzo finale fa salire la base imponibile».Quanto si risparmia Facciamo due calcoli. Le agevolazioni comprendono il taglio delle accise alla pompa con la diminuzione diretta del prezzo pari a 10 centesimi al litro per benzina e gasolio, e di 5 centesimi al chilogrammo per il Gpl. E quindi quanto si risparmia? Attenzione, bisogna aggiungere le facilitazioni tramite SMaC Card, che prevedono un rimborso in credito di 20 centesimi al litro per chi effettua il rifornimento utilizzando la carta sammarinese. Se prendiamo come esempio una Fiat Panda, con un serbatoio da circa 37 litri, facendo un pieno da 1,40 € al litro invece che a 2 € al litro si risparmiano circa 22 euro. In pratica, ogni 10 litri c'è un guadagno di 6 euro. Quanto pesano le accise Il #prezzo del #carburante è il risultato della somma di tre componenti: Prezzo netto, accisa e Iva. Sono queste le componenti del prezzo del carburante. Ma quanto pesa ognuna? Come indicato da Confindustria, il costo industriale del prodotto (estrazione, raffinazione, trasporto e margini di guadagno) vale 1,20 euro per il gasolio e 0,97 euro per la benzina. L’accisa, invece, è un'imposta stabilita sulla quantità del prodotto acquistato. E in Italia è tra le più alte dei paesi dell’Unione europea (0,67 euro al litro per entrambi i carburanti a partire da gennaio 2026). Per concludere c’è l’Iva (al 22%), che si applica sia al costo industriale sia sull'accisa. Il #prezzo del #carburante è il risultato della somma di tre componenti: il prezzo netto, l'accisa e l'Iva. Il prezzo netto rappresenta il costo industriale del prodotto (estrazione, raffinazione, trasporto e margini di guadagno) e oggi vale 1,20 euro per il gasolio e 0,97 euro… pic.twitter.com/XIij7VcphK — Confindustria Udine (@ConfindustriaUd) August 27, 2026









