C’è un incendio all’ingresso di casa, il corpo di una donna senza vita, morta impiccata in camera da letto e una serie di circostanze che, per gli investigatori, devono ancora trovare una spiegazione. È su questi elementi che si concentrano le indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri, 34 anni, trovata senza vita il 23 agosto in casa alla periferia di Riposto, nel Catanese. L’ipotesi iniziale del suicidio non è stata archiviata e, soprattutto, la Procura di Catania non esclude che la scena possa essere stata costruita per nascondere un femminicidio. L’ennesimo di questo mese di agosto che ha visto donne strangolate, accoltellate o uccise a colpi di pietra.
Il punto più difficile da chiarire è proprio l’incendio. Le fiamme hanno interessato soprattutto il vano d’ingresso della casa e solo lambito il corpo della donna. Perché una persona intenzionata a togliersi la vita avrebbe dovuto appiccare il fuoco all’ingresso e poi raggiungere la camera da letto? È una delle domande alle quali carabinieri e magistrati stanno cercando una risposta. Durante i sopralluoghi i vigili del fuoco avrebbero inoltre recuperato del solvente per le unghie, che potrebbe essere stato utilizzato per provocare l’incendio.










