Un vaso pieno di rose, alcuni lumini accesi e la foto di Noemi, sorridente, piena di vita. Un piccolo altare davanti quel basso di via Circumvallazione, teatro di una morte crudele attorno alla quale rimane il giallo della morte della 34enne Noemi Impellizzeri, trovata impiccata e con la casa in fiamme. Sullo sfondo di una vicenda complessa e con parecchi punti d'ombra, nelle ultime ore sono emerse alcune clamorose indiscrezioni sull'attività investigative.
Voci circolate ieri con insistenza secondo cui il fidanzato della donna, a lungo sentito dai carabinieri della Compagnia di Giarre, avrebbe raccontato una versione che solleva profondi interrogativi. L'uomo avrebbe infatti ammesso di essere entrato nell'appartamento di via Circumvallazione e di aver trovato la donna ormai impiccata, ma di non aver lanciato l'allarme. Anziché contattare subito i soccorsi, si sarebbe recato in un bar del lungomare ripostese, di solito frequentato dal fratello della vittima, per informarlo dell'accaduto. Soltanto a quel punto, i due si sarebbero diretti insieme verso casa di Noemi. Al loro arrivo, sul posto c'era già i vigili del fuoco che, allertati dai vicini insospettiti dal fumo, erano intervenuti per domare l'incendio, scoprendo poi il corpo senza vita della 34enne.











