Una profonda attenzione a chi ha bisogno di cure e a chi si trova a combattere contro un tumore. Così nella struttura complessa dell’ospedale ‘Nostra Signora di Bonaria’, diretta Giulia Gramignano, sono circa 10mila gli accessi e le prestazioni registrati nel solo anno 2025 presso il nosocomio.

Lo scorso anno è stata raggiunta la quota del 40 per cento di mobilità attiva da altre Asl in regime di day hospital. Inoltre è del 70 per cento la quota di visite di controllo (follow-up e prime visite) trasferita con successo dall’ospedale al territorio grazie al progetto di territorializzazione avviato tra il 2018 e il 2024.

I dati confermano la crescita dell’attività. Ogni anno vengono presi in carico oltre 500 nuovi pazienti e particolare attenzione è rivolta anche agli aspetti umani e sociali della malattia. Accanto alle figure sanitarie operano una psicologa e un’assistente sociale, integrate nei percorsi assistenziali e impegnate nel supporto ai pazienti e alle loro famiglie.

«L’innovazione non si misura solo nei farmaci che utilizziamo o nelle tecnologie che acquistiamo. Si misura anche – spiega la dottoressa Giulia Gramignano - nella capacità di costruire modelli organizzativi nuovi, che rispondano meglio ai bisogni dei pazienti. Portare l’oncologia nel territorio, mantenendo la stessa qualità specialistica dell’ospedale e garantendo supporto psicologico e sociale, è stata la nostra più importante innovazione. Curare un tumore significa prendersi cura di una persona e della sua famiglia, un modello che integra competenze specialistiche, supporto psicologico e sociale e una rete territoriale capace di offrire cure di qualità vicino al luogo di vita dei pazienti. L’obiettivo è garantire una presa in carico a 360 gradi, perché i bisogni delle persone non sono soltanto sanitari».