Il 46enne Regis Normand di Villeparis è da oltre due mesi in carcere con l’accusa di possesso di armi da guerra e il sospetto di far parte di una rete di trafficanti. Il 7 giugno, in un controllo effettuato su segnalazione dei Servizi, la Finanza lo ha fermato appena sceso dalla motonave Superfast II proveniente da Patrasso: nel suo furgone c’erano cinque sistemi d’arma anticarro portatili, con un missile inerte e altri tre Akeron Mmp di fabbricazione francese capaci di colpire a 4 km di distanza. Secondo l’uomo erano stati sottoposti a manutenzione a Creta ed erano destinati all’addestramento. Nessuno sa se sia vero.

Normand è stato fermato due giorni dopo lo sbarco su disposizione del pm di turno Lanfranco Marazia. Il Genio guastatori di Foggia, pur non essendo in grado di smontare i missili e quindi esaminare la testata, ha rilevato l’alterazione del contrassegno Nato: le strisce giallo-nere che identificano le armi ad alta carica erano state coperte con un nastro colorato blu che identifica le munizioni da addestramento. Tanto è bastato per qualificare i tre missili come armi da guerra, per le quali è necessaria un’autorizzazione al trasporto rilasciata dal ministero degli Esteri che Normand non possedeva.