I contorni dell’adesione di Roma al Safe, il programma di prestiti europei a sostegno dei Paesi membri per l’acquisto di armamenti, si fanno finalmente definiti, assieme al nuovo pacchetto di aiuti militari destinato all’Ucraina. Le coordinate le traccia Antonio Tajani al Meeting di Rimini: dal Safe 8,9 miliardi. Cifra ridotta, dunque, rispetto al totale di 14,9 a disposizione, che pure lo stesso ministro degli Esteri, appena un mese fa, aveva ipotizzato potesse essere la cifra finale usata dall’Italia. Ma è lui stesso a spiegare il motivo di questa riduzione: «Abbiamo deciso di utilizzarne di meno perché serve investire di più in sanità e politiche sociali», perché «la crisi nata dalla guerra in Iran ha portato dei cambiamenti». Sarà il ministero della Difesa, precisa Tajani, a preparare «una lista di progetti» finanziabili, tra i quali rientrano anche «iniziative già previste in collaborazione con altri Stati».E chissà cosa ne pensa il ministro competente, Guido Crosetto, che in più occasioni ha sollecitato l’adesione al Safe e, anche se non ha mai indicato la cifra a cui puntare, potrebbe non fare i salti di gioia per la riduzione. Ma al di là di questo il tema porta tensioni in maggioranza. Matteo Salvini non ha mai nascosto il suo scetticismo. A luglio, dopo il primo annuncio di Tajani, il senatore leghista Claudio Borghi aveva avvertito che ogni decisione sarebbe dovuta passare per il Parlamento. Posizione curiosamente identica a quella di Avs, che con il capogruppo a Palazzo Madama, Peppe De Cristofaro, chiede ora che il Governo riferisca subito alle Camere. Mentre il Pd, con Piero Fassino, accoglie favorevolmente la notizia e, anzi, si rammarica della riduzione: «Meglio tardi che mai, anche se, considerati i tassi particolarmente favorevoli, risulta poco comprensibile che si attinga soltanto al 50% delle risorse a disposizione».Ma le armi, in particolare quelle a Kiev, portano altre grane in maggioranza, specie dopo le indiscrezioni del giornale Repubblica, secondo le quali nel prossimo pacchetto per l’Ucraina non ci sarebbero solo aiuti “civili” tipo i generatori elettrici, come trapelato lunedì dopo il vertice coi Volenterosi. Un tema che offre a Roberto Vannacci un ulteriore appiglio per attaccare la maggioranza: «Le armi le mandano. Davanti alle telecamere e nei comunicati parlano di generatori. Dietro le porte chiuse preparano il tredicesimo decreto secretato: batterie Samp-T, missili Aster e radar. E silenzio per gli italiani. Se qualcuno pretende chiarezza, subito l’accusa di essere filorusso. Se sono convinti, abbiano il coraggio di spiegare». Anche il Carroccio non sarebbe così entusiasta, tanto che Giorgia Meloni starebbe pensando a un decreto-legge per blindare i partiti della coalizione. Crosetto, però, getta acqua sul fuoco, spiegando che anche questa volta «si seguiranno le stesse procedure seguite da ogni governo fino ad oggi» e smentendo le ricostruzioni di Repubblica.Spiegazioni che non bastano alle opposizioni. M5s, Avs e +Europa chiedono che vengano chiariti pubblicamente i contenuti e le finalità degli aiuti a Kiev. «Crosetto dice che l'Italia è scoperta in caso di eventuali attacchi, ma a quanto pare il governo è intenzionato a fornire armi a Kiev», attacca il pentastellato Francesco Silvestri. Mentre Benedetto Della Vedova chiama in causa Meloni, invitandola a chiarire se «l'Italia fornirà oppure no, insieme alla Francia, dotazioni antimissile contro gli attacchi russi».
Sì a prestiti per 8,9 miliardi sulle armi. Ma cosa c'è nel "pacchetto" militare per Kiev?
L'Italia utilizzerà il Safe per una cifra ridotta rispetto ai 14,9 miliardi a disposizione. Governo sotto pressione dopo le dichiarazioni sui soli aiuti civili all'Ucraina, a partire dai generatori elettrici. M5s, Più Europa e Avs: informativa subito. Vannacci: a porte chiuse si preparano a inviare batterie Samp-T, missili e radar. Tajani: pronta una lista di progetti, deciderà la Difesa












