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Il Wall Street Journal ha ricostruito con fonti proprie, rimaste anonime, che la breve e inaspettata visita a Mosca di martedì del direttore della CIA John Ratcliffe aveva lo scopo di dissuadere la Russia dall’attaccare in futuro paesi della NATO, in particolare quelli sul Baltico. Anche Politico ha fatto la stessa ricostruzione, basandosi sempre su fonti anonime. La NATO è l’alleanza militare, a guida statunitense, che raggruppa buona parte dei paesi occidentali.

L’intelligence statunitense ritiene che, frustrato per lo stallo in Ucraina, il regime russo potrebbe espandere l’ormai duratura campagna di sabotaggi e incursioni di droni in Europa, o spingersi a condurre un attacco diretto, seppure limitato, per testare l’eventuale risposta della NATO. Il trattato dell’alleanza stabilisce che ogni attacco contro un paese membro è considerato un attacco contro l’intera NATO, e vincola gli altri a soccorrerlo (ma non necessariamente a intervenire militarmente).

Mercoledì, in un’intervista con un podcast conservatore, il presidente Donald Trump ha sminuito l’importanza del viaggio di Ratcliffe sostenendo che sia stato di «semi-routine». Trump ha detto che il viaggio era legato in qualche modo alla guerra in Ucraina: «Qualcosa potrebbe uscirne. Stiamo lavorando molto per far finire la guerra e, francamente, a questo punto entrambi (i paesi) la vogliono veder finire». Per quello che ne sappiamo, i negoziati sono fermi da mesi.